Insegnare alla mente ad educare il corpo

Definirla palestra è un termine riduttivo e infatti sulla porta di ingresso si trova scritto ‘Studio di educazione fisica’. È qui che abbiamo incontrato Gabriele Cicogni, ideatore e gestore di “Tra corpo e mente” a Reggello. La chiacchierata è stata una piacevole occasione per riflettere su quanto ci sia ancora da scoprire sui benefici fisici e mentali della giusta attività motoria.

D: Buongiorno Gabriele, come è iniziata la tua passione per lo sport e da quanto tempo si è trasformata da passione in professione?

R: Ti correggo subito, personalmente sono un professionista che si occupa anche di sport, ma che esercita principalmente l’educazione fisica. Tra i due termini c’è una grande differenza: lo sport è agonismo e superamento dell’altro, è un gioco a premi in cui l’obiettivo è vincere: diciamo il vertice di una ipotetica piramide, l’educazione fisica è la scienza che studia l’esercizio fisico e i mutamenti che questo provoca sul nostro organismo: un’attitudine di base che si insegna a portare fuori dagli ambiti ristretti delle palestre, un “modus vivendi” che si può esercitare dall’età della consapevolezza alla morte: è la base della piramide!

 D: Quindi, si può dire che in questa palestra si mette in pratica alla lettera il motto latino ”mens sana in corpore sano”. Hai seguito particolari corsi per specializzarti?

R: Solitamente uso una metafora per definire la mia professione e dico che mi vedo come un sarto che cuce addosso alla persona il vestito, l’attività fisica di cui ha bisogno. Nella mia palestra non si fa attività motoria, che è qualcosa di indefinito, ma si studia l’esercizio fisico in quanto atto motorio voluto e precisato ed oggetto di studio dell’educazione fisica. Nella università presso la quale mi sono formato, l’ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica) ho incontrato alcuni insegnanti che ho seguito – e ancora seguo – nella loro filosofia, come il Dott. Pecchioli (ortopedico e docente di ginnastica medico-correttiva), i quali con il loro esempio mi hanno insegnato che l’arte della ginnastica non si può improvvisare. Continuo perciò ad aggiornarmi sulle nuove tecniche ed eventuali nuove discipline, ma sempre tenendo presente quanto ti ho appena detto. Le mode del settore fitness vanno e vengono, ma prima di tutto deve essere tenuto a mente il benessere dell’individuo.

D: In pratica come diversifichi le proposte per i tuoi clienti?

R: Individualizzando le metodiche di intervento e mediando tra le necessità e le esigenze che la persona ha: sia che si tratti di ginnastica medico-correttiva o di attività cardio-vascolare o di esercizi con sovraccarico.

Incontro la persona, facciamo una lezione di orientamento e poi decidiamo insieme il suo percorso: se una persona non ha particolari problemi, può fare pesistica o aerobica, altrimenti in caso di discopatia, artrosi, sind. da conflitto, gonalgia, cifosi, scoliosi ecc. valuto quali esercizi possono agevolarla in un percorso di miglioramento dell’eventuale problema articolare, muscolare o posturale. In questo consiste la mia attività di educatore che insegna a compiere un atto motorio voluto e precisato che ha come organo bersaglio la mente: perché se la mente non si impossessa del corpo l’attività che svolgiamo in palestra è sterile. L’attività motoria và: è fine a se stessa. L’esercizio fisico resta: è educazione e in quanto tale resta per sempre!

D: Come vedi il presente e il futuro delle palestre in Italia?

R: Quello che offrono le palestre comuni, quelle del fitness per intenderci, mi interessa il giusto, La situazione generale la definirei, senza giri di parole, tragica. Manca una buona educazione fisica nelle scuole dove ormai si fa in prevalenza sport, a volte neanche quello causa gli scarsi finanziamenti, delegando al CONI l’attivazione dei più svariati percorsi motori. A parte limitate eccezioni a scuola si pretende di costruire la piramide dal vertice: questo porta la società ad avere un deficit formativo proprio nell’età dell’oro dello sviluppo fisico e cognitivo. A livello sociale si può parlare di attentato alla salute pubblica! Parlo per esperienza diretta e personale, perché il mio percorso professionale è iniziato come maestro nella scuola elementare. So che c’è molto da fare e che le politiche in questo settore non sono state favorevoli ad una inversione di tendenza. In questo senso provo a sopperire a questo deficit sociale di formazione e a dare il mio piccolo contributo con attività extra scolastiche e lavorative per promuovere la cultura dell’educazione fisica e della formazione psicofisica a trecentosessanta gradi. Nel mio “studio” non solo i bambini, ma anche gli adulti e gli anziani possono trovare, non pacchetti preconfezionati, ma un prodotto studiato apposta per loro.